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GHANESE AGGREDISCE I PASSANTI CON IL PICCONE: MORTO UN UOMO, FERITI ALTRI 5

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L'micida, Mada Kabobo
L'micida, Mada Kabobo

Sabato 11 Maggio 2013

MILANO - Un gesto di follia alle prime ore del giorno nel milanese. Un uomo, a colpi di piccone, ha ferito gravementealtre persone prima di essere bloccato dai carabinieri. Un uomo che non doveva essere lì, ma a casa sua, a dormire, e un altro che non doveva essere in Italia, ma nel suo Paese, il Ghana, ma che qui era rimasto per quelle contraddizioni legislative che regolano la vita dei migranti. È tra le righe di una amara serie di paradossi che va letta la tragedia avvenuta oggi all'alba a Milano, quando un immigrato con precedenti, in preda a un raptus omicida, ha cominciato ad aggredire a picconate i per fortuna non moltissimi passanti che a quell'ora ha trovato per strada, uccidendone uno, riducendone due in condizioni gravissime e ferendone altri due prima di essere bloccato dai carabinieri. Un sesto uomo è riuscito a sfuggire alla sua ferocia.   IL KILLER L'uomo, Mada 'Adam' Kabobo, 21 anni, in Italia da almeno due, con un passato da richiedente asilo e un presente da balordo, ha agito con determinazione e ferocia, inseguendo chi cercava di sfuggirgli e infierendo sui feriti a terra con altri colpi, altre terribili picconate, che hanno trasformato un tranquillo quartiere di periferia, quello di Niguarda, in una specie di set da film dell'orrore.   LA VITTIMA E I FERITI Lesioni gravissime, quelle inferte dal centrafricano, che non hanno lasciato scampo ad Alessandro Carolè, disoccupato di 40 anni che viveva con l'anziana madre, barbaramente trucidato con quattro colpi alla testa e uno all'addome davanti a un bar gelateria, in piazza Belloveso, di fronte ad alcuni terrorizzati testimoni. La vittima è stato il quinto aggredito dal ghanese, che aveva iniziato la sua folle sequenza alle 5 in via Terruggia, dove ha colpito Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente di un supermercato che tornava dal turno di notte, provocandogli una frattura al braccio. Alle 5.15, nella vicina via Passerini, ha ferito alla testa Francesco Niro, operaio di 50 anni; le sue condizioni non sono gravi anche se rimane in ospedale. Alle 6 in via Monte Grivola ha incontrato Antonio Morisco, un imbianchino campano di 57 anni, l'unico a cui la sorte ha riservato, in questa storia, un pizzico di fortuna, perchè è riuscito a scappare barricandosi nell'androne di casa, da cui era appena uscito. Gli altri feriti sono il pensionato modenese Ermanno Masini, di 64 anni, colpito alla testa nei giardinetti di via Adriatico alle 6.20, mentre portava a spasso il cane, (alle 6.25 assale Carolè, in piazza Belloveso) e il 21enne Daniele Carella, che stava lavorando con il padre, distributore di giornali, e che è stato aggredito alle 6.30 in via Monte Rotondo. Sottoposto a un intervento chirurgico, il ragazzo versa in condizioni ritenute disperate.   L'ARRESTO Prima di allontanarsi, l'omicida ha portato via un cellulare (ma non i molti contanti di un altro ferito), e comunque, secondo gli investigatori, è improbabile che una tale violenza si possa inquadrare con un movente legato alla semplice rapina. Alla fine è stato bloccato dai carabinieri alle 6.35, in condizioni psicofisiche molto alterate, e ora si trova in arresto, chiuso in un ostinato mutismo. Avrebbe solo accennato, in inglese, al fatto che aveva «fame» e di «non avere casa».   "NON DOVEVA ESSERE IN ITALIA" Il passato italiano di Mada 'Adam' Kabobo, ancora in corso di ricostruzione, è cominciato nel 2011, quando l'uomo è stato identificato più volte in Puglia, a Bari e a Foggia, dove presumibilmente è sbarcato. Kabobo, come molti altri centroafricani, fece richiesta di asilo politico e ottenne, nel 2012, per questo motivo, un permesso di soggiorno temporaneo, previsto dalla legge proprio per coloro che sono in attesa di deliberazioni in merito al proprio status di rifugiato. La commissione regionale incaricata di valutare la sua posizione, però, ha respinto la sua domanda e da quel momento il suo permesso di soggiorno temporaneo ha perso ogni validità. Kabobo, che doveva essere espulso come molti altri immigrati che ricevono il diniego sulla richiesta di 'asilantè, ha fatto ricorso in Tribunale e di conseguenza, per 'motivi di giustizià, pur non essendo in regola sul territorio italiano è diventato, di fatto «inespellibile» perchè non può essere allontanato prima della definizione giuridica della sua vicenda. Nel frattempo, però, ha collezionato una serie di precedenti che vanno dai reati contro il patrimonio, al danneggiamento, alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L'uomo verrà poi identificato alcune altre volte, e in particolare nell'area di Milano, intorno alla metà di aprile.   FATALITÀ La vittima, invece, era un disoccupato che viveva con l'anziana madre. Un uomo che soffriva d'insonnia, e che questa mattina, non riuscendo a dormire, aveva deciso di recarsi al bar di cui era cliente abituale, in piazza Belloveso, per far passare un pò il tempo. Una decisione che gli è stata fatale. Cordoglio, per la tragedia, è stato espresso dall' arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, e dal Sindaco Giuliano Pisapia, mentre il Pdl e la Lega hanno polemizzato sulle recenti aperture in tema di immigrazione.




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