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LA CORTE DEI CONTI BOCCIA MONTI. "MANOVRE
DEL 2012 HANNO PEGGIORATO LA SITUAZIONE"

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LA CORTE DEI CONTI BOCCIA MONTI. "MANOVRE
DEL 2012 HANNO PEGGIORATO LA SITUAZIONE"

Giovedì 27 Giugno 2013

ROMA - La Corte dei Conti boccia il governo Monti. Le manovre di correzione dei conti pubblici del 2012 hanno infatti migliorato alcuni saldi ma «hanno generato anche effetti depressivi su un'economia, come quella italiana, già in difficoltà e in forte recessione». A dirlo, il Pg della Corte dei Conti, Salvatore Nottola, aggiungendo che «le prospettive future non appaiono migliori».


REVISIONE DELLA SPESA È «indifferibile» una «revisione e razionalizzazione della spesa e degli apparati pubblici». Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nella Relazione sul Rendiconto 2012 sottolineando «l'esaurimento dei margini offerti dal ricorso ai tagli lineari» e i «guasti» degli stessi sui servizi. «Il rafforzamento degli interventi sulla spesa pubblica e dell'azione di efficientamento delle strutture amministrative vanno intesi anche nel significato, più impegnativo e complesso, di ripensamento delle modalità di prestazione dei servizi pubblici in relazione alle aspettative dei cittadini in un contesto sociale e demografico profondamente mutato».  TASSE TROPPO ALTE «Restano segnali di debolezza per il nostro Paese». Lo ha detto il presidente di coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti, Rita Arrigoni, nella Relazione sul Rendiconto 2012. «La recessione - ha aggiunto - sta erodendo il potenziale produttivo» e nel 2012 il Pil è regredito «al di sotto del livello registrato nel 2009».«Il giusto peso che torna ad essere assegnato alle necessità della crescita e dell'occupazione, specie giovanile, non deve tramutarsi in una disinvolta rinuncia ai progressi fatti in questi anni» sul fronte dei conti pubblici. La pressione fiscale, passata dal 42,6 al 44% è «superiore di 3 punti alla media» dei Paesi dell'area euro ma «la possibilità di una riduzione non è facile da coniugare con il rispetto degli obiettivi europei che permangono severi».  OCCHIO AI DERIVATI Il ricorso ai derivati «merita un'attenta considerazione» sia per gli enti locali che per il bilancio statale e occorre «assicurare massima trasparenza». Lo dice il Pg della Corte dei Conti Salvatore Nottola evidenziando i rischi nell'utilizzo di questi strumenti «notevolmente aleatori». Sul ricorso ai derivati «non c'è una normativa specifica sugli obblighi di informativa e trasparenza» ed è necessario che la questione sia valutata da Governo e Parlamento «per mettere al riparo i conti da inaspettate perdite e per evitare dannose manovre speculative».




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